Grammatica di Base

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Il LUKLEO è chiamato anche FREMDO (straniero)


Sommaire

L'ALFABETO


  1. Ci sono 25 lettere nell'alfabeto di cui la maggiore età è dichiarata esso stesso come in italiano.
    • 5 vocali: A E I O U
    • 17 consonanti: B C D F G H J K L M N P R S T V X Z
    • 2 mezzo-consonanti: W Y
      • Il W e il Y si abbinavano con altri vocali forma di dittonghi .
        • way: si pronunci come in inglese: Why? Perché?
        • uai, tre vocali perciò tre suoni, pronuncia distintamente "u-a-i" (notato : questo significa niente in FREMDO)
  2. Una sillaba è segnata da una vocale.
    • L'accento tonico cade sempre sull'una vocale penultima (sottolineata nel quadro sotto).
  3. Il FREMDO è completamente 'fonetico' e 'ortografico', cioè lo scrive come lo sente.
    • Ciascun suono corrisponde a una lettera e Ciascun lettera corrisponde a un suono.


LE LETTERE


Lettera Nome suo Suono Esempi
A a a come amare amare apprezzare
B bo b come bella bele bello/a
C Co come z in Lazio facile facile
D do d come donare domo casa
E e e come facile able possibile
F fo f come fitto fremde straniero/a
G go come g in gas, ghisa ganto guanto
H ho h scaduto come in inglese home sweet home heymo casa
I i i come bambino maxino macchina
J jo come j in jour (francese) jurnalo giornale
K ko come c in chicco kare caro/a
L lo l come lunedì lovare amare
M mo m come martedì mano mano
N no n come notte nove nuovo/a
O o o come oro wordo parola
P po p come pace patro genitore
R ro r come rapido rike ricco/a
S so come s in esso, sano suno sole
T to t come tavolo temo tema
U u u come uno urbo città
V vo v come vita venare venire
W wo come u in pausa, autore warme caldo/a
X xo come sc in scena, sciame xuo scarpa
Y yo come i in paio, aiuto yes
Z zo come s in roTexte grassa, museo zono zona


  1. Non ci sono lettere Q.
  2. Il suono della lettera C è sostituito dal suono K o dal suono S secondo il caso.
    • la lettera C ha il suono TS che non esiste in italiano, ma lo trova nella parola TS unami. 


IL SOSTANTIVO


IL GENERE E IL NUMERO


  1. Il plurale è segnato sul nome, come in inglese.
  2. La desinenza -O marchiano il neutrale al singolare: kido = bambino, dogo = cane.
    1. La desinenza -U marchiano il maschio al singolare: kidu = ragazzo, dogu = cane.
    2. Per gli aggettivi e gli avverbi usiamo il suffisso -IL- per segnare il maschio:
      1. patru = padre ; patrile = paterno ; patrili = paternamente.
    3. La desinenza -A marchiano il femminile al singolare: kida = ragazza, doga = cane.
    4. Per gli aggettivi e gli avverbi usiamo il suffisso -EL- per segnare il femminile :
      1. patra = madre ; patrele = materno ; patreli = maternamente.
  3. La desinenza -Y marque le nom au pluriel: kiduy = garçons, dogoy = chiens.
    • La metà-consonante Y segna il plurale, Lei ha notato che l'accento tonico non cambia posto!

Un nome può avere molte funzioni:

  1. Soggetto del verbo:
    • Joanu lektas. Giovanni legge.
  2. Supplemento del verbo essere:
    • Joano esas titxoro. Giovanni è un insegnante.
  3. L'oggetto di una preposizione:
    • Mi diris al Joanu. Ho detto a Giovanni.
  4. L'oggetto del verbo: (accusativo)
    • Mi vidis Joanun. Ho visto Giovanni.
    • o, Mi vidis Joanu. (vedere il paragrafo sull'accusativo, sotto)


L'ACCUSATIVO


  1. L'accusativo ha come finendo -n, se mette dopo il y del plurale se c'è uno.
    • Zi kidu vidis zi dogon. Il ragazzo ha visto il cane.
    • Zi kiduy vidis zi dogoyn. I ragazzi ha visto i cani.
  2. L'accusativo è molto usato nell'esperanto e in, per nulla usato in Mondlango e in Occidentale. In FREMDO, e in caso di confusione possibile, è usato per sottolineare l'Oggetto Diretto.
    • Mi vidis Joanun. Ho visto Giovanni. (Giovanni è l'Oggetto Diretto della frase) = Mi vidis Joanu (quando non c'è la confusione).
  3. Per indicare un movimento:
    • Zi kato saltas sur zi tawlo. Il gatto salta sulla tavola. (Il gatto è già sulla tavola e e salta).
    • Zi kato saltas sur zi tawlon. Il gatto salta sulla tavola. (Il gatto è sulla sedia e salta a e sulla tavola).
  4. Per indicare una direzione:
    • Wer ? Dove?
    • Wern ? A dove?
  5. Per sostituire una preposizione:
    • Joanu andas al Romio. Joano andas Romion. Giovanni va a Roma.


L'ARTICOLO


  1. C'è solamente un articolo in FREMDO: l'articolo definito zi. (the in inglese)
    • Esso è invariabile in genere e perciò in numero, il suo uso è simile all'articolo il, le, gli, i, la, lo.
      • Joanu donas zi buko al mi. Giovanni mi dà il libro.
      • Joanu donas zi bukoy al mi. Giovanni mi dà i libri.
  2. Non c'è l'articolo indefinito in FREMDO.
    • Se uno vuole enfatizzare un'unità uno usa il numerale unu.
      • Joanu donas buko al mi. Giovanni mi dà un libro.
      • Joanu donas unu buko al mi. Giovanni mi dà un (solo) libro.
      • Joanu donas bukoy al mi. Giovanni mi dà libri.


L'AGGETTIVO


  1. Gli aggettivi hanno sempre come desinenza: -E
    • Sono invariabili.
    • Sono dopo il nome che si qualificano (o davanti, non è un errore).
      • Zi dogo nere. Il cane nero.
      • Zi dogoy nere. I cani neri.
      • Zi homuy alte. Gli uomini alti.
      • Zi alte homuy. Gli uomini alti.


IL COMPARATIVO e IL SUPERLATIVO


  1. I comparativi MOS e LES precedono gli aggettivi.
    • Mos bele. Più bello. Eli estas mos bele zan mi. è più bella di me.
  2. Les alte. Meno alto. Ili estas les alte zan mi. è meno alto di me.
  3. I superlativi MOST e LEST precedere gli aggettivi.
    • Zi lest alte. Il meno alto. Joanu estas zi lest alte de zi lerneyo. Giovanni è la meno alta della scuola.
    • Zi most bele. Il più bello. Joana estas zi most bele de zi lerneyo. Giovanna è la più bella della scuola.
  4. I comparativi d'ugualità:
    • Di maniera: Tii ... wi ... (Così ... come ...)
      • Tii bele wi eli. Così bella come lei.
    • Di quantità: Tiom ... wom ... (Tanti ... quanto ...)
      • Estas tiom da dogoy wom da katoy. Ci sono tanti cani quanto gatti.


L'AVVERBIO (tratto)


  1. Gli avverbi hanno sempre come desinenza: -I
  2. Gli avverbi modificano il verbo, l'aggettivo e l'avverbio.
  3. * Mettono davanti alla parola che modificano.
    • Joanu estas spide. Giovanni è veloce.
    • Joanu spidi kuras. Giovanni corre velocemente.
  4. La maggior parte degli avverbi sono tratti degli aggettivi che modificano la desinenza-E in -I.
    • spido (velocità), spide (veloce), spidi (velocemente)
    • patra (madre), patrele (materno), patreli (maternamente).
    • patru (padre), patrile (paterno), patrili (paternamente).
  5. I avverbi rispostan alla questione Wi ? Come ?
    • - Wi vi fartas ? Come Lei fa ?
    • - Boni, dankon ! Bene, ringraziamento !


IL POSSESSO


  1. Per esprimere il possesso usiamo la parola de.
    • Zi dogo de zi kidu. Il cane del ragazzo.
    • Zi kida de zi lerneyo. La ragazza della scuola.
  2. Ma noi diremo:
    1. Zi foto de Leo. La foto (della torre Eiffel) che appartiene a Leone.
    2. Zi foto por Leo. La foto (dedicato) fatta per Leone.
    3. Zi foto pri Leo. La foto (quando lui aveva 15 anni) quel Leone è.
    4. Zi foto farite per Leo. La photo di Leone.
    • Zi foto de Leo, por Leo, pri Leo kay per Leo = La foto di Leone (Leone possiede il suo proprio auto-ritratto)


I PRONOMI


  1. Per creare un aggettivo possessivo, aggiungiamo un E alla fine di un pronome personale.
  2. Per creare un pronome riflette, aggiungiamo SELF alla fine di un pronome personale.
  3. I pronomi più usati sono: mi, vi, eli, ili, li, nu, vu e lu


Pronomi Personali Pronomi Possessivi Pronomi Riflessivi
MI io MIE mio, mia MISELF io stesso
CI tu CIE tuo CISELF tuo stesso
VI voi (singolare) VIE tuo, tua, vostro, vostra VISELF Lei stesso
ELI lei, ella ELIE sua ELISELF lei stessa
ILI lui, egli ILIE sua, suo ILISELF lui stesso
LI esso, essa LIE sua, suo LISELF esso stesso
SI SIE suo, sua SISELF lui stesso, lei stessa, esso stesso, loro stessi
ONI uno
NU noi NUE nostro, il nostro NUSELF noi stessi
VU voi (plurale) VUE vostro, vostra VUSELF voi stessi
ELU loro (femmina) ELUE loro, il loro ELUSELF loro stessi
ILU loro (maschio) ILUE loro, il loro ILUSELF loro stessi
LU loro (neutrale) LUE loro, il loro LUSELF loro stessi


I VERBI


  1. Lei domina i pronomi personali! Per coniugarsi i verbi le richiederanno solamente alcuni secondi!
  2. Sei desinenze a ricordo:
    1. L'infinitivo: -ARE.
    2. Il presente: -AS
    3. Il passato: -IS
    4. Il futuro: -OS
    5. Il condizionale: -US
    6. Il volitivo
      1. L'imperativo: -ES
      2. Il congiuntivo: -ES
  3. I verbi complessi con povare, devare e volare :
    1. Joanu volas venare. Giovanni bisogni da venire.
    2. Mi ne devis manjare. Non dovevo mangiare.
    3. Ilu povos workare. Saranno capaci di lavorare.


Forma Radicale Fine Esempio
forma di base infinitivo est + are = estare essere
indicativo presente est + as = estas sono, etc...
indicativo passato est + is = estis era, erano, etc...
indicativo futuro est + os = estos sarà, etc...
condizionale presente est + us = estus sarebbe, etc...
volitivo imperativo est + es = estes sia!
volitivo congiuntivo est + es = estes sia, etc...


Esempi
Ili volas manjare. Lui vuole mangiare.
Joanu manjas zi pomon. Giovanni mangia la mela.
Mi skribis leteron. Ho scritto una lettera.
Eli ridos. lei ride.
Nel condizionale, il primo e il secondo verbo hanno la stessa desinenza in us.
If vu estus tier, vu vidus zi katon. Se Lei fosse là, avrebbe visto il gatto.
andes! Vada!
Lu volas, ke vi venes. Vogliono che voi venga.


I NUMERI


0 1 2 3 4 5 6 7 8 9
nulo unu du tri kwar kint sis set okt now
10 11 12 20 30 35 700 6000 8 milioni 9 miliardi
dis dis unu dis du dudis tridis tridis kint setcent sismil okt miliono now miliardo


I NUMERI TRATTI


  1. Aggiungendo una desinenza, possiamo fare per trarre i numeri.
    • Sostantivo: numero + O
    • Aggettivo: numero + E
    • Avverbio: numero + I
  2. Aggiungendo un suffisso, possiamo fare per trarre i numeri in :
    • Moltiplicare: numero + UPL
    • Frazionario: numero + ON
    • Collettivo: numero + OB
  3. Riponiamo PO di fronte ai numeri per segnare i numerali distributivi.
    • PO OKTI = (in ragione di) otto per otto.


Tabella Riassuntiva
Numero Fine italiano Numero Suffisso Fine italiano
unu + o = unità du + upl + o = doppio
disdu + o = dozzina tri + upl + e = triplo
dudis + o = venti kwar + upl + i = quadruplicarsi
cent + o = cento du + on + o = metà
mil + o = mille cent + on + o = centesimo
unu + e = primo zi tri kwar + on + o = la tre quarto
kint + e = quinto zi tri kwar + on + oy = le tre quarti
unu + i = in primo luogo du + ob + o = duo
tri + i = terzo kwar + ob + i = per quattro


  • Attenzione fare la differenza tra:
    • Zi kinte kidu manjis zi kintono de zi keko
    • Il quinto ragazzo (5º, fila) ha mangiato il quinto della torta (1/5, porzione).


I CORRELATIVI


  1. Quelle sono parole piccole, senza radice, formate d'affissi e di suffissi.
  2. I correlativi sono parole formate combinando un inizio di parola e una desinenza.
  3. Ci sono 5 inizi e 9 desinenze che, ricevitori in molti sensi, permette formare 45 parolets.
  4. I Correlativi sono chiamati così, perché sono collegati tra loro (in una tabella a due ingressi).
  5. Il senso esatto di un correlativo è il concetto formato dalla combinazione dei sensi della parola dell'inizio e della parola della fine. Non c'è una corrispondenza esatta con l'italiano inevitabilmente sempre.
    • I correlativi in -U spesso sono usati come pronomi.
    • I correlativi in -OM sono spesso seguiti di preposizione DA.
    • I correlativi in W- servono per formare frasi interrogative (chi? dove? quando? come? etc...) e proposte relative.


I Correlativi
La prima ingresso La seconda ingresso
W -> Domanda Individuo, oggetto determinato -> U
SOM -> Indefinitezza Possesso -> UZ
TI -> Indicazione Cosa materiale indefinita -> O
TOT -> Totalità Quantità -> OM
NENI -> Negazione Modo, maniera -> I
Motivo -> AY
Qualità -> E
Tempo -> AN
Luogo -> ER


  • Le parole in W sono usate per chiedere domande e sono usate anche come pronomi relativi.
    • Wu vi estas ? Chi è Lei ?
    • Tion, won ili diris, estas bone. Ciò che lui ha detto è buono.
    • Zi kida tiu, wu staras tier. La ragazza, che è là.
    • Estas grande wi domo. È grande come casa


Tabella dei Correlativi
U UZ O OM I AY E AN ER
W WU WUZ WO WOM WI WAY WE WAN WER
SOM SOMU SOMUZ SOMO SOMOM SOMI SOMAY SOME SOMAN SOMER
TI TIU TIUZ TIO TIOM TII TIAY TIE TIAN TIER
TOT TOTU TOTUZ TOTO TOTOM TOTI TOTAY TOTE TOTAN TOTER
NENI NENIU NENIUZ NENIO NENIOM NENII NENIAY NENIE NENIAN NENIER


  1. Il wu e il wo sono messi se necessario all'accusativo e diventati: wun e won.
  2. Il wer è messo se necessario all'accusativo per indicare la direzione e addice wern.
  3. wu, tiu e totu sono messi se necessario al plurale e diventati: wuy, tiuy e totuy.
  4. Non c'è il problema per ricordarsi di questi per parole prossime, non è esso? : Wu?, Wuz? Way? Wer?
  5. Una difficoltà piccola per Wan?
  6. Non sarà intensamente, per ricordarsi di queste tre ultime parole, perché:
    1. Il wo? attese una finitura di risposta d'o, Una cosa, come sostantivo: dogo.
    2. Il we? attend une réponse terminant par e, Una qualità, come aggettivo: bele.
    3. Il wi? attend une réponse terminant par i, Uno modo, come avverbio: spidi.
  7. Il più "complicato", se è, è: Wom? = Quanti? Wom da...? = Quanto di...?


Traduzione dei correlativi
WU chi SOMU qualcuno TIU quello/a TOTU ogni NENIU nessuno/a
WUZ di chi, del quale, il cui, la cui SOMUZ di qualcuno TIUZ di quello/a TOTUZ di tutti NENIUZ di nessuno
WO che cosa SOMO qualcosa TIO ciò, quella cosa TOTO tutto NENIO niente
WOM quanto SOMOM un po' TIOM tanto TOTOM interamente NENIOM per niente, affatto
WI come, in che modo SOMI in qualche modo TII così TOTI in ogni modo NENII in nessun modo
WAY perchè SOMAY per qualche motivo TIAY perciò TOTAY per ogni motivo NENIAY per nessun motivo
WE di che genere SOME di un qualche genere TIE di quel genere TOTE di qualsiasi genere NENIE di nessun genere
WAN quando SOMAN un tempo TIAN allora TOTAN sempre NENIAN mai
WER dove SOMER in qualche luogo TIER TOTER in ogni luogo NENIER in nessun luogo


LE PREPOSIZIONI


Le Preposizioni
ANTAW dinanzi, prima POS dietro, in seguito APUD presso, vicino a TXE su, dopo
EN entro, dentro INTER tra RUND circa, attorno PRETER oltre (passando a fianco di)
SUR sopra (con contatto), su SUB sotto SUPRE sovrastante INFRE inferiore
SUPRI alla cima di INFRI al sotto di SUPRIN verso l'alto di INFRIN verso il basso di
AL a, verso INSTED invece di EKSTER fuori (da) OF di (materia), da (uscita)
KUN con SEN senza KROM tranne, eccetto, oltre a PO in ragione di
POR per, verso (a favore di) PRO per (allo scopo di) PRI su (intorno a) PER da (per mezzo di)
EKDE a partire da TIL finché, fino KONTRAW contro FOR via
LAW secondo (conforme a) SPAYT malgrado DE di (fatto da, a nome di) DA di (misura, partitivo)
TRA per, tra TRANS attraverso DUM mentre, durante YE preposizione polivalente


  1. Altri usi di DE (origine) :
    1. Joanu venas de zi lerneyo. Giovanni vviene dalla scuola.
    2. Joanu avis kisoy de eli. Giovanni prendeva baci di lei.
    3. Joanu ridas de glado. Giovanni ride di gioia.
    4. De naw, mi lovas vin. Da ora, la amo.
    5. Goto de biro. Vetro di birra.
  2. Uso di DA :
    1. Du kilogramo da rizo. Due chilogrammo di riso.
    2. Tri litro da lakto. Tre litri di latte.
    3. Multe da pomo. Molte - mele.
    4. Goto da biro. Vetro per birra.


LE CONGIUNZIONI


Coordinazione Subordinazione
SED ma TII così
KOZ perché WAN quando
AW o, oppure KE che
KAY e KWAK quantunque, benché
DONS quindi KWAZI quasi
NI ... NI né ... né TIE KE poiché
WEL bene, allora IF se
TXU ? (forse che?) TXU...TXU sia...sia


Le parole Piccole
YES NE no, non YET tuttavia ZAN di (paragone)
MOS più MOST assoluto LES meno LEST minore
LESTI almeno MINUS meno (aritmetico) PLUS piu' (aritmetico) PLU più (lontano)
ONLI solamente PRESK pressoché TRO troppo TRE molto
OSI anche STIL ancora APEN appena PRONTI presto
TXI qui (prossimità) TIER là, lì TXI TIER qui DANK'AL grazie a
TUY immediatamente JUS solo (da poco tempo) SELF medesimo IVEN perfino
YA appunto JA già YEN ecco YEN...YEN a volte...a volte
DE POS da quando DES tanto più DIZDE separi di AMBI entrambi
EVER qualunque, qualsiasi NAW adesso KELKE qualche TXAW addio


FORMAZIONE DELLE PAROLE


LA DESINENZA


  • longo (lunghezza), longe (lungo/a), longi (in un modo lungo), longigare (allungare)...


LE PAROLE COMPOSTE


  • stimxipo (barca di vapore), ventgrindolo (mulino a vento), sneykdomptoro (incantatore di serpente)


HA UNA LINGUAGGIO AGGLUTINANTESI


  • falare (cadere), dizfalare (crollare), enfalare (sprofondare), subfalare (cedere), falolo (trappole), falrulare (cadere giù)...


LA SINTASSI


  1. La frase affermativa
    • L'ordine delle parole in FREMDO è : Soggetto + Oggetto + Verbo .
    1. La voce attiva : Joanu manjas zi pomon. Giovanni mangia la mela.
    2. La voce passiva : Zi pomo estas manjate per Joanu. La mela è mangiata da Giovanni.
  2. La frase interrogativa
    • La frase interrogativa è segnata della particella Txu (è) all'inizio di frase o un correlativo inizio da W-.
    1. Txu Joanu manjas zi pomon ? Giovanni mangia la mela ?
    2. Wu manjas zi pomon? Chi mangia la mela?
  3. La frase negativa
    • La negazione è costruita mettendo la particella ne prima della parola implicata.
    1. Ne Joanu manjas zi pomon. Non è Giovanni che mangia la mela.
    2. Joanu ne manjas zi pomon. Giovanni non mangia la mela.
    3. Joanu manjas ne zi pomon. Giovanni mangia, (ma) non la mela.
    • La frase|sentenza interrogativa e negativa è costruita usando Txu inizialmente e il ne prima della parola implicata.
    1. Txu Joanu ne manjas zi pomon ? Giovanni non mangia la mela ?
    • In FREMDO non c'è la doppia negazione.


LA FILOSOFIA DEL FREMDO


  1. Sia semplice per leggere.
  2. Sia semplice per scrivere.
  3. Sia semplice per parlare.
  4. Sia semplice per capire.
  5. Essere molto preciso.
  6. Essere usato nei posti internazionali (aeroporti, etc ...) nella 2ª linguaggio o durante le vacanze brevi all'estero.
  7. Il più lontano possibile e secondo rispetto, la preferenza sempre sarà data alla linguaggio della nazione che la riceve.